Earth Overshoot Day 2020: un respiro inaspettato
22 agosto 2020. Il giorno in cui saccheggiamo il pianeta. Earth Overshoot Day, il momento in cui l'umanità ha consumato tutte le risorse naturali per quell'anno. Normalmente questa data avanza ogni anno. Nel 1970 era ancora il 29 dicembre, l'anno scorso già il 29 luglio.
Ma poi è arrivato il corona. Lockdown, traffico aereo fermo, fabbriche chiuse. La pandemia che ha sconvolto le nostre vite ha dato alla terra inaspettatamente tre settimane di respiro. La prova che un cambiamento radicale è possibile è lì. Non attraverso grandi vertici sul clima, ma a causa di un virus.
La domanda è: impareremo questa lezione? O continueremo semplicemente con le nostre vecchie abitudini, incluso l'acquisto di oggetti nuovi di zecca mentre un iPhone ricondizionato o un MacBook ricondizionato funziona altrettanto bene e fa risparmiare tonnellate di CO2?
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Il pulsante di pausa inaspettato per il nostro pianeta
Il 22 agosto 2020 ha segnato un giorno speciale nella storia dell'ambiente. Per la prima volta in decenni, l'Earth Overshoot Day (EOD) è slittato in avanti invece di anticipare. Questa data, il momento in cui l'umanità ha esaurito tutte le risorse naturali per quell'anno, è arrivata tre settimane più tardi rispetto al 2019. Una conseguenza diretta dei lockdown globali, delle industrie ferme e del traffico aereo drasticamente ridotto durante la pandemia di corona.
I numeri non mentono. Mentre nel 2019 avevamo già esaurito le nostre scorte annuali il 29 luglio, nel 2020 abbiamo ottenuto quasi un mese di tempo extra. La prova che un cambiamento radicale è possibile era improvvisamente a portata di mano. Non attraverso anni di negoziati sul clima o grandi trattati internazionali, ma a causa di un virus che ha fermato il mondo.
Dal dicembre a luglio: mezzo secolo di sfruttamento eccessivo
Per capire la gravità della situazione, dobbiamo tornare al 1970. Allora l'Earth Overshoot Day cadeva solo il 29 dicembre. Vivevamo quasi tutto l'anno entro i limiti di ciò che il nostro pianeta poteva offrire. Cinquant'anni dopo, quel quadro è completamente ribaltato. Lo spostamento è avvenuto in modo allarmante e rapido:
L'andamento negli anni
- 2015: 6 agosto
- 2016: 8 agosto (piccolo miglioramento)
- 2017: 2 agosto (di nuovo prima)
- 2018: 1 agosto
- 2019: 29 luglio (record di anticipo)
- 2020: 22 agosto (finalmente un miglioramento)
Ogni anno la data avanzava in media di due o tre giorni. Una tendenza che significa che chiediamo sempre di più al nostro pianeta di quanto possa dare. Nel 2019 avevamo bisogno di 1,75 terre per soddisfare i nostri bisogni. Viviamo letteralmente a credito delle generazioni future.
I pacchetti di ripresa verde fanno la differenza
La pandemia ha costretto i governi di tutto il mondo ad agire. Ma invece di tornare semplicemente alla vecchia normalità, molti paesi hanno scelto una rotta verde. Il piano di ripresa europeo 'Next Generation EU' ha riservato ben il 30 percento del budget totale di 750 miliardi di euro per iniziative verdi. Un investimento senza precedenti nella sostenibilità.
L'iniziativa 'Dal produttore al consumatore' aggiunge altri 20 miliardi di euro all'anno. Questo denaro va direttamente allo sviluppo di un sistema alimentare sano e rispettoso dell'ambiente. Anche fuori dall'Europa, i governi stanno facendo grandi passi. La Cina ha annunciato ambiziosi progetti di riforestazione, mentre diversi stati americani hanno lanciato i propri green deal.
Il mondo delle imprese si assume le proprie responsabilità
Non sono solo i governi a muoversi. Business for Nature, una coalizione internazionale, conta ormai più di 1200 aziende che stanno compiendo passi concreti nel campo della natura e dell'ambiente. Quattrocento di queste si sono impegnate a raggiungere obiettivi ambiziosi per invertire la perdita di biodiversità.
Queste aziende capiscono che la sostenibilità non è un costo, ma un investimento nel futuro. Vedono che i consumatori scelgono in modo sempre più consapevole e che i prodotti e i servizi verdi offrono un vantaggio competitivo.
Il tuo contributo: piccolo ma potente
La domanda è ovviamente: cosa puoi fare tu come singolo consumatore? La risposta è: sorprendentemente molto. Il movimento #MovetheDate dimostra che le piccole azioni sommate fanno una grande differenza. Ecco i passi concreti che puoi compiere già oggi:
Affrontare lo spreco alimentare
In media, una famiglia olandese getta via 34 chili di cibo all'anno. Ciò equivale a circa 140 euro e a inutili emissioni di CO2. Pianifica meglio i tuoi pasti, conserva il cibo nel modo corretto e condividi ciò che ti avanza con i vicini o i banchi alimentari.
Consumare in modo più consapevole
Ogni acquisto ha un impatto. Produrre un nuovo smartphone costa in media 70 chili di CO2. Se scegli un modello ricondizionato, non solo risparmi denaro ma anche preziose materie prime. Un iPhone ricondizionato funziona altrettanto bene di uno nuovo, ma evita 27 chili di emissioni di CO2. Per i laptop la differenza è ancora maggiore: un MacBook ricondizionato fa risparmiare facilmente da 170 a 200 chili di CO2.
Riconsiderare i trasporti
La bicicletta per le brevi distanze, i trasporti pubblici per i viaggi più lunghi. Un'auto elettrica è un'opzione per chi proprio non può farne a meno. Ma il guadagno maggiore sta nel viaggiare meno. Lavorare da casa non solo fa risparmiare tempo di viaggio ma anche emissioni.
Dare una mano alla natura
Pianta un albero nel tuo giardino, crea un piccolo orto o appendi un hotel per insetti. Piccoli progetti naturali rendono il tuo ambiente più verde e aiutano la biodiversità. Non hai un giardino? Adotta allora un pezzetto di bosco tramite un'organizzazione naturalistica.
La lezione del 2020: il cambiamento è possibile
La pandemia di corona ci ha insegnato una lezione importante. Se necessario, possiamo vivere e lavorare in modo radicalmente diverso. La domanda è se manterremo questa lezione o ricadremo nei vecchi schemi. I primi segnali sono incoraggianti. Molte aziende mantengono il lavoro flessibile, i governi investono in energia verde e i consumatori fanno scelte più consapevoli.
Ma c'è anche un avvertimento. Senza cambiamenti strutturali, torneremo rapidamente alla vecchia situazione. L'Earth Overshoot Day 2021 è caduto di nuovo il 29 luglio, proprio come nel 2019. La prova che una pausa temporanea non è sufficiente.
Soluzioni strutturali per un futuro sostenibile
La vera sfida sta nel creare sistemi che rendano la sostenibilità naturale. Economia circolare, in cui i prodotti sono progettati per il riutilizzo e il riciclo. Transizione energetica, in cui i combustibili fossili lasciano il posto a fonti rinnovabili. Ripristino della natura, in cui non solo smettiamo di distruggere ma ripristiniamo attivamente ciò che è andato perduto.
I prodotti ricondizionati sono un esempio perfetto di tale soluzione strutturale. Prolungano la durata dell'elettronica, riducono la domanda di nuove materie prime e rendono le scelte sostenibili accessibili. Un dispositivo ricondizionato è spesso centinaia di euro più economico di uno nuovo, mentre la qualità è paragonabile.
Il movimento cresce. Sempre più persone scelgono consapevolmente l'usato, il riparato o il ricondizionato. Capiscono che il nuovo non è sempre meglio e che con scelte intelligenti si fa un favore sia al proprio portafoglio che al pianeta. Condividi le tue scelte sostenibili sui social media con #MovetheDate e ispira gli altri a fare lo stesso. Insieme possiamo spingere l'Earth Overshoot Day di nuovo verso dicembre, dove appartiene.
Mantenere la lezione del 2020
L'Earth Overshoot Day 2020 ha dimostrato che possiamo fare diversamente se necessario. La pandemia ci ha costretto al cambiamento e ha dato alla terra tre settimane di respiro. Ora spetta a noi mantenere quella lezione.
Facendo scelte più intelligenti – dal contrastare lo spreco alimentare alla scelta di un iPhone ricondizionato – possiamo insieme spingere quella data di nuovo verso dicembre. Non perché un virus ci costringa, ma perché ci rendiamo conto che un solo pianeta è sufficiente. Se almeno lo trattiamo con saggezza.